11ª edizione – Il tema

‘Cause Boys Don’t Cry, “perché i ragazzi non piangono” è il tema dell’undicesima edizione del Bridge Film festival, che con corti e lungometraggi in concorso, rassegne parallele, performance ed eventi affronterà la questione, oggi sempre più urgente, dell’affettività maschile.

Il titolo prende le mosse dal successo del 1979 della band inglese The Cure, canzone in cui un ragazzo disperato per la fine di un amore non può permettersi di piangere, perché non sarebbe accettato dagli altri. Boys Don’t Cry è una denuncia, coraggiosa e audace, sull’impossibilità di esprimere i propri sentimenti da parte del mondo maschile, una denuncia gridata in controtendenza rispetto ai tempi e al mondo del rock, che celebrava spesso l’idea dell’uomo forte, attraente e sprezzante del pericolo.

Sono passati 45 anni dalla canzone dei Cure e, nonostante i passi avanti, il tema dell’affettività maschile non è ancora stato affrontato. L’uomo non può piangere, non può sentirsi debole o chiedere aiuto, anche se avrebbe ragione di sentirsi disorientato in una società in continuo cambiamento e povera di modelli alternativi. Il tutto mentre le donne sono sempre più emancipate e consapevoli delle proprie possibilità, dei diritti, del proprio ruolo nella società civile. Di donne, infatti, si è parlato e si continua a parlare, degli uomini, invece, no. Esiste un solco, un non detto: proprio in questo solco si vuole inserire il Bridge Film Festival 2024. Lo stesso solco in cui ricadrebbe l’ora di educazione affettiva nelle scuole.

Una riflessione sull’affettività maschile, in questo senso, contribuisce al lavoro verso la parità di genere e, soprattutto, di opportunità, perché la superiorità muscolare non si trasformi in sopraffazione, che nelle sue varie forme può andare dalle discriminazioni sul luogo di lavoro fino all’ultimo, estremo grado della violenza fisica. Troppo spesso quest’anno la cronaca nera ha raccontato storie tragiche e tristi. Tristi perché si credeva di aver costruito una nuova generazione più egualitaria, superiore alle differenze di genere, rinnovata nella sua visione: e invece si è dovuto prendere atto che non è così, che anche giovani sono vittime di una visione sessista. Riconoscere un valore alla fragilità maschile può permettere agli uomini di esserne consapevoli, di aprirsi al dialogo, di confrontarsi ed eventualmente di chiedere aiuto.

Il Bridge Film Festival affronterà la questione attraverso l’arte che gli è più propria, il cinema, da sempre via privilegiata per una riflessione profonda, che coinvolge gli spettatori come individui e come gruppo, grazie all’esperienza collettiva. Come forma d’arte, il cinema è una via privilegiata non solo per gli adulti, ma anche per giovani e adolescenti, cioè gli uomini e le donne di domani, perché possano trovare nei film una narrazione diversa, un luogo di riferimento per sentimenti autentici, così rari nell’oceano superficiale del web. Attraverso gli appuntamenti della prossima edizione vogliamo riflettere sul tema, proporre lavori per contribuire alla formazione di un essere umano denso, complesso, stratificato, profondo. Un essere umano a tutto tondo.